Monitoraggio Centri: il viaggio di Mauro in Brasile
Come ogni anno, ormai da trent’anni, Mauro Malesardi si reca in Brasile presso i Centri che A.P.I.Bi.M.I. sostiene. Così anche a gennaio si è svolta la visita di monitoraggio per vedere l’avanzamento delle attività e dove ha potuto raccogliere anche qualche soddisfazione anche personale quando è stato premiato in segno di riconoscenza dalla città di Aparecida de Goiana per il lavoro svolto presso il CENFI ed è ben meritato se andiamo a vedere il percorso di questo Centro.
Mauro, come hai trovato il CENFI ad Aparecida de Goiania Goias?
Ormai lo conosco quasi come conosco A.P.I.Bi.M.I., qui molte cose sono cambiate negli ultimi anni. Le attività sono sempre in evoluzione, in ricerca di miglioramento e di nuove aperture ai bisogni della gente del bairro (tdr. quartiere) di Citade Vera Cruz. Un’ottantina di bambini sono già iscritti e si attende a fine febbraio una convenzione con il CRAS (centro di assistenza e referenza sociale) qui opera qui in Aparecida, circa 120 bambini possono cosi´ frequentare il Cenfi. Il programma coinvolge varie età, bambini, adolescenti, giovani adulti e famiglie e non meno importante per la terza età. Continua anche quest’anno la piccola “clinica” che, con la presenza di esperti aiuta i bambini con problemi autistici. Per sopperire alla necessità di fondi e programmazione eventi è stato assunto Daniel, che mi dà subito una buona impressione.
Poi ti sei spostato nella zona del semi-arido, come è proseguita la tua visita?
Sono stato a AEP – Provida Alagoinha Paraiba, questo Centro è stato il primo in Brasile che A.P.I.Bi.M.I iniziò a finanziare nel lontano 1988, a quel tempo erano suor Elisa Salvetti e suor Anna Mondini che purtroppo morì in un incidente stradale. Penso alla situazione di quel tempo, la realtà di Alagoinha era molto difficile grande povertà poiché la cittadina è situata all’inizio del semi-arido. Qui la gente lavorava quasi tutta a servizio dei fazenderos. Il più delle volte i genitori erano costretti a portare con se i figli ancora piccoli nelle piantagioni di canna da zucchero, poca scolarizzazione, mancanza di cibo, case di terra, senza servizi igienici, poca energia elettrica, mancanza di infrastrutture. I sindaci a quel tempo avevano un grande potere, gestivano il denaro a loro discrezione. Pochissime le famiglie che possedevano terreni da coltivare, molte famiglie vivevano di piccolissimi commerci ambulanti, a livello di sopravvivenza. In questa realtà A.P.I.Bi.M.I iniziò la collaborazione con suor Elisa sostenendo le emergenze che si presentavano per diventare poi un sostegno a distanza che permise ai bambini di avere un’istruzione. Oggi, Alagoinha è cambiata, sia per la presenza del Centro sia per i sindaci che negli ultimi tempi si sono succeduti, in particolare con Aucione, una signora che ha saputo trasformare in positivo la cittadina. La gente di Alagoinha vive meglio, le case sono migliorate, sono pochissime le case ancora di terra, strade abbastanza pulite, un centro di salute che funziona e accesso alle scuole grazie al miglioramento delle condizioni economiche. Tanti i giovani che frequentano scuole superiori e università, alcuni di loro aiutano volontariamente il Centro le cui attività sono aumentate in questi ultimi anni: informatica, sport, capoeira, arte, teatro musica. Un centinaio di bambini frequentano il Centro giornalmente, un gruppo di adolescenti partecipa concretamente a lavori di bigiotteria che poi vendono per avere i soldi per comprare il materiale per il centro. Un ulteriore passo è stato fatto nel 2019 quando AEP_- Provida ha venduto due delle cinque case dove svolgeva la sua attività, una ad un privato e l’altra a un insegnante di capoeira, a lui è stata data con un piccolo sconto e la possibilità di pagarla a rate, per via dei corsi che offre ai ragazzi del Centro. Ho osservato che gli operatori e i responsabili dell`AEP – Provida sono partecipi nella gestione e ne sono molto coinvolti. Nell’incontro avuto con il direttivo hanno chiesto solo ima piccola attenzione al loro desiderio di migliorare le strutture rimaste particolarmente la sede di Maria Bambina, dove si tengono i corsi di bigiotteria con gli adolescenti e Nova Alagoinha per la costruzione della copertura dello spazio esterno.
Accompagnare e vedere lo sviluppo di un’area è la più bella risorsa per chi si dedica a questo lavoro di volontariato, hai avuto la stessa impressione a Picui dove A.P.IBi.M.I. ha iniziato nel 1993 a sostenere i Centri?
Picui è una cittadina a 130 km da Alagoinha, geograficamente nel semi-arido paraibano, circa 20.000 abitanti con attività principalmente in agricoltura e commercio, una fabbrica di mattoni e tegole, artigiani con piccole botteghe, attività commerciali molto numerose. A Picui A.P.I.Bi.M.I ha iniziato con ABEC nel 1996 grazie a suor Cristina che poi ha lasciato la sua congregazione, ora continua a collaborare da laica. Oggi l’attività è molto variegata: capoeira, judo, musica, danza teatro, fotografia e cinema. Gli spazi qui non mancano, sebbene ci siano ancora sale da intonacare e da definire nel loro utilizzo specifico, comunque una buona parte è accogliente, con aule, cucina, refettorio e servizi igienici buoni. Sono più di duecento persone che frequentano l’ABEC tra bambini dagli otto anni in su, adolescenti, giovani, adulti e famiglie. Anche con ABEC ho avuto un` incontro con il direttivo, un bel gruppo, motivato e quasi tutto volontario. Il sostegno a distanza di A.P.I.Bi.M.I. è fondamentale per continuare le attività ed è con soddisfazione che se ne vede la buona gestione.
Un’altra associazione di Picui nata nel 1993 è il CEOP su iniziativa di una suora e padre Donato Rizzi, un prete italiano che ha lavorato diversi anni in questi luoghi. La mission del CEOP è lavorare con gli agricoltori del territorio. Nel centro tante attività musica, danza, lettura e un po’ di accompagnamento scolastico, anche qui i minori vengono seguiti coinvolgendosi nelle problematiche familiari e nelle difficoltà che gli stessi incontrano. Ricordo che nel 2019 sono stati finanziati due piccoli progetti: l’acquisto di quattro cucine economiche per famiglie bisognose e l’acquisto della macchina per fare la rete metallica. Anche per questa ho verificato che gli agricoltori, specialmente le donne, la stanno utilizzando a turno ed è un aiuto importante per la loro economia familiare. Posso tranquillamente dire che ho trovato il CEOP in buona salute, determinato nel lavoro quotidiano con la direttrice Aparecida altrettanto determinata nella lotta per la promozione della donna paraibana in particolare.
A una ventina di chilometri da Picui c’è il CENEP a Nova Palmeira che quest’anno celebra il trentesimo della fondazione e che A.P.I.Bi.M.I. sostiene dal 1993. Oggi, la presidente Maria de Lourdes ha illustrato come il Cenep cammina da solo, con auto-finanziamento e grazie anche a finanziamenti che riceve da varie istituzioni. Credo importante questo risultato che premia la costante presenza e continuità di A.P.I.Bi.M.I nel cammino, ma soprattutto le verifiche nell’evoluzione del suo percorso. Nell’ambito della medicina naturale il CENEP produce farmaci naturali, ha ambulatori di fisioterapia, di agopuntura e attività curative con un servizio che risponda al meglio alle esigenze della popolazione locale. Inoltre organziza vari corsi in ambito curativo e a fine anno inaugurerà una casa di riposo per persone anziane di Nova Palmeira ed ha avviato un ristorante biologico.
Tutte queste attività riescono a finanziare le molteplici attività che CENEP svolge con i bambini e gli adolescenti della cittadina: danza, teatro, lettura, letteratura, yoga con i bambini. Per quanto riguarda le attività che CENEP seguiva a Quilombola, abbiamo deciso che verrano prese in carico direttamente da A.P.I.Bi.M.I.
Questo risultato mi riporta alla mente la primissima volta che ho visto questa piccola città persa nel nulla, dove primeggiava la campagna arida, tutto secco, pareva di essere su una spiaggia. Ora questa realtà è cambiata, il CENEPè diventato un centro importante per la città di Nova Palmeira. Un centro che in questi anni ha fatto tantissimo per la gente, punto di riferimento per generazioni di bambini, adolescenti e giovani. Molti ora sono laureati, hanno ruoli importanti nella comunità civile e tanti quelli che contribuiscono al CENEP. Possiamo dire che A.P.I.Bi.M.I.ha fatto un ottimo lavoro, è stato vicino a questa gente ha camminato con loro condividendone difficoltà e risultati ha saputo soprattutto “dare gambe ai loro sogni”. Il cammino dei Centri non è tutto uguale, tutti hanno la proprio storia, i propri obiettivi operano magari in situazioni diverse ma credo che questo risultato possa essere importante per aver indicato che anche l’utopia può essere raggiunta, quando si opera con le persone e per le persone.
Quello del CENEP è certamente un traguardo importante ed un esempio di autonomia a cui guardare con i progetti di sviluppo sociale. Hai qualche informazione su Quilombola?
Quilombola è un piccolo villaggio in campagna, a una mezz’ora di macchina da Nova Palmeira e altrettanto da Picui poiché è situato a metà nei due municipi. Qui ho incontrato Vera Lucia, la responsabile di Quilombola ed ho proposto di spostare qui il finanziamento che A.P.I.Bi.M.I. indirizzava al CENEP per il sostegno a distanza di singoli. Ma questo sarà valutato anche dal direttivo di A.P.I.Bi.M.I.
Un altro aspetto interessante nella zona è la REDE PEQUI, come coordinamento dei Centri in Brasile, hai avuto occasione di incontrarli?
Certo, precisamente il 25 e 26 gennaio, come ormai tradizione, abbiamo avuto l’incontro annuale con Rede Pequi, la rete dei Centri del Brasile nata ufficialmente otto anni fa per unire tutti i centri di A.P.I.Bi.M.I. in Brasile, per interscambio di esperienze e per avere più possibilità di ottenere finanziamenti locali. Quest’anno l’incontro è stato ben al di sopra delle mie aspettative, ho trovato una rete coesa nella visione socio-politica del Brasile con l’era Bolsonaro. Ma soprattutto con una destra che rimanda il Brasile povero indietro di anni. Il Nord-Est vive una realtà di impoverimento, tante delle iniziative economiche a favore delle fasce più deboli sono venute meno, qui in questi luoghi dove la gente vive soprattutto di agricoltura e gli agricoltori con piccole proprietà devono vivere in condizioni di continua precarietà.
Il direttivo di Rede Pequi è in maggioranza della Paraiba dove sono quattro centri di A.P.I.Bi.M.I., la presidente uscente Aparecida del Ceop nei tre anni scorsi ha saputo unire i rappresentanti dei centri sebbene rimanga una difficoltà con la Osse di S.Paolo, ma spero che il 2020 segni il suo ritorno, l’ho chiesto espressamente al suo presidente pe. Sergio. Con l’occasione è stato eletto Severino di AEP come nuovo presidente, a mio parere una buona scelta soprattutto in questa fase di consolidamento e di futuro un po’ difficile.
Hai avuto occasione di visitare anche nuovi Centri?
A.P.I.Bi.M.I ha iniziato a finanziare lo scorso anno l’Ajurcc, un’associazione di giovani nata quindici anni fa a S. Josè da Mata promossa da suore domenicane per assistere e accompagnare bambini, adolescenti e giovani a rischio in un bairro molto povero della città, oggi è frequentata da più di cento ragazzi tra i 7- 18 anni a cui offre attività varie: corsi di musica chitarra e flauto, teatro, danza, yoga, judo, lingua spagnola, doposcuola, un corso di linguaggio dei segni per non udenti e un corso per educatori popolari. Tutte queste attività sono portate avanti da giovani studenti universitari volontari. Sono rimasto ben impressionato, soprattutto per il coinvolgimento di tantissime persone attorno a questi giovani genitori ma non solo, ho visto con piacere rappresentanti di varie istituzioni, università, qualche impresario che a vario titolo aiutano. Credo questo molto importante per A.P.I.Bi.M.I. e in particolare per Rede Pequi, nuova linfa, nuovi stimoli e nuove opportunità.
Manca soltanto un Centro, sei stato anche a S. Paolo?
Alla Casa da crianças OSSE S.Paolo, ultima visita ai centri brasiliani, confesso che particolarmente quest’anno ero un po’ teso dopo le notizie arrivate negli ultimi tempi a proposito di questo centro. Presso la OSSE, (Opera Sociale S. Edwige) la ong che gestisce la parte socio-assistenziale della parrocchia S. Edwige nella favela Heliopolis in S.Paolo, ho incontrato il presidente pe. Sergio, il vice presidente pe. Edson e la direttrice Jussara. Nell’incontro abbiamo abbiamo ripercorso la presenza di A.P.I.Bi.M.I fin dalla nascita della Casa da Crianças, sottolineando la continuità della parte finanziaria alla Casa da Crianças che A.P.Bi.M.I. sostiene attraverso la OSSE.
La Casa da Crianças in questi ultimi tempi ha attraversato dei cambiamenti, primo la direttrice Celia ha lasciato l’ incarico, la favela a fianco della scuola è stata abbattuta con diminuzione della presenza dei bambini all’interno del Centro e quindi una riduzione del personale. Per questo è stata concordata la diminuzione del numero delle quote da 250 a 220. Nonostante questo, stanno facendo un buon lavoro, molto professionale addirittura migliore degli ultimi anni, in quei giorni nella visita era presente Graziella e il marito Maurizio, lei è l’insegnante della scuola elementare di Volano che ha portato avanti per tanti anni la collaborazione e il finanziamento per la Casa da Crianças con A.P.I.Bi.M.I.
Un viaggio intenso, un monitoraggio minuzioso, sia della gestione dei fondi inviati che delle attività svolte, attraverso il quale si partecipa al cambiamento della comunità del Brasile sostenuta dai soci e dalle socie di A.P.I.Bi.M.I. ai quali e alle quali va un sentito ringraziamento, perché è grazie alla continuità nel sostegno che tutto questo è stato possibile. E grazie anche a Mauro, socio fondatore, sempre in prima fila in associazione e che da anni si prende cura dei centri in Brasile a sue spese.


