Ricordo di Emilio Marchi

Il ricordo di un amico. Emilio Marchi, l’angelo dei poveri e degli emarginati.

È con profondo dolore che il 16 maggio scorso abbiamo appreso la notizia dell’improvvisa scomparsa di Emilio Marchi, il fondatore e l’anima del Jardin de los Ninos, la ong Argentina che a Posadas è il punto di riferimento di tutte le persone povere ed emarginate. Abbiamo conosciuto Emilio oltre 30 anni fa e fin da subito è iniziata la collaborazione tra l’Apibimi e il Jardin de los Ninos, collaborazione basata sulle relazioni, sul coinvolgimento, sull’amicizia. E tutte le volte in cui Emilio o i suoi collaboratori venivano in Italia non mancavano di fare visita agli amici trentini di Apibimi, come pure tanti membri e volontari dell’Apibimi sono volati in Argentina a visitare e trascorrere esperienze di volontariato a Posadas. Emilio è stato un esempio ed un maestro di vita, lui così apparentemente fragile nel fisico, era uomo carismatico che sprigionava una grande energia e una tenacia incredibili. La sua vita è stata un sogno realizzato. Nato e cresciuto a Buenos Aires da agiata famiglia di origini italiana, è stato accusato dal regime militare, di collaborare con i desaparecidos, quindi arrestato, torturato ed  espulso dal suo paese. Emilio evitava di raccontare questo suo periodo, anche se portava nel fisico i segni delle violenze subite che lo hanno accompagnato tutta la vita. Durante la dittatura militare (1976 – 1983), Emilio visse in Italia, nel veneto dove aveva i parenti. Qui si guadagnava da vivere dipingendo e aveva raggiunto una discreta notorietà e messo da parte un po’ di risparmi. Alla fine del regime militare, tornò in Argentina e visitando varie città, si rese conto dello stato di indigenza in cui viveva una larga parte della popolazione, specialmente i poveri e gli emarginati. Prende la decisione di fare qualcosa e dà una svolta alla sua vita, da quel momento il suo obiettivo diventa quello di aiutare il prossimo. Sceglie di fermarsi a Posadas, città dello stato di Misiones, qui fonda il Jardin de los Ninos e comincia il lavoro di riscatto degli ultimi. Il suo non è mai stato un lavoro individuale, ma ha cercato di coinvolgere centinaia, migliaia di persone, a cominciare dagli emarginati stessi, dagli amici italiani e dagli amici di varie parti del mondo, dalle istituzioni locali e straniere. È stato un vulcano di idee, di iniziative e di sogni realizzati. In pochi decenni il Jardin diventa l’impresa più grande di Posadas con centinaia di dipendenti e migliaia di studenti, tante famiglie povere e tanti indigenti che usufruiscono di servizi essenziali. Nel settore educativo sono sorti tre asili per i bambini bisognosi in tre diversi quartieri poveri, San Giorgio, San Francesco e Santa Cecilia e una scuola professionale per la formazione ed avviamento lavorativo per centinaia di giovani.
L’Apibimi collabora nel sostegno degli asili di San Giorgio e di San Francesco, collaborazione che continua tuttora. Nel settore dell’accoglienza e dell’assistenza, il Jardin crea la casa delle ragazze madri abbandonate, la casetta della salute per prestazioni sanitarie gratuite agli indigenti, mense comunitarie per anziani e per bisognosi. Nel settore abitativo è riuscito a trasformare interi quartieri baraccopoli in abitazioni confortevoli, in cui centinaia di famiglie ora vivono in modo dignitoso. Nel periodo della crisi alimentare Argentina, i primi anni 2000, il Jardin apre 4 panetterie in vari quartieri di Posadas, dove ancora oggi si sforna pane e prodotti dolciari a prezzi popolari e dove nei primi anni ha collaborato come volontario dell’Apibimi l’amico Claudio Bernabè. Per incentivare il lavoro, viene avviato un programma di microcredito che coinvolge centinaia di persone disoccupate.
Questo e tanto altro sono il frutto dei sogni realizzati da Emilio attraverso il Jardin, la sua creatura. Ciò anche grazie alla capacità di saper coinvolgere istituzioni locali e statali, amici e associazioni e soprattutto stimolato il riscatto dei poveri e degli emarginati. Ora la scomparsa di Emilio ci lascia orfani di un grande uomo e del suo sogno ancora in corso: rendere migliore questo mondo. Riusciremo a portare avanti le sue idee solo se, seguendo il suo esempio, avremo capito che i sogni possono diventare realtà. Grazie Emilio, angelo dei poveri e degli emarginati.

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