Giovani volontari – la storia di Emma
A.P.I.Bi.M.I. crede fortemente nelle nuove generazioni, non solo perché ne sostiene a distanza il percorso educativo, anche in Trentino dove opera da trent’anni ha promosso attività di educazione alla cittadinanza globale e al volontariato nelle scuole, grazie anche al sostegno finanziario di donatori come la Provincia Autonoma di Trento fino al 2018 e la Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale che hanno sostenuto le attività.
Nel tempo i semi di queste piccole azioni, sono cresciuti e hanno portato molti giovani a fare esperienza di volontariato associativo e all’estero. Siamo onorati di aver ricevuto la loro energia ed entusiasmo, così come quello che ci ha trasmesso Emma, la giovane volontaria che ha trascorso alcuni mesi in Perù che racconta così la sua esperienza: LA FELICITÀ HA LO SGUARDO SOGNANTE DEI BIMBI PERUVIANI
Sono colme di riconoscenza e gratitudine le impronte che, sin dal primo giorno di volontariato in terra peruviana, sto lasciando quotidianamente alle mie spalle. Nei mesi scorsi, ho avuto l’opportunità di vivere la mia prima esperienza come volontaria al fianco di Nancy e Gianni, fondatori e coordinatori del progetto solidale «Yachay Wasi de Tablada» – finanziato da A.P.I.Bi.M.I. e operante in uno dei quartieri più disagiati di Lima.
A 19 anni, ho concretizzato così uno dei miei profondi desideri: comprendere, sulla mia pelle, cosa significasse crescere in una realtà differente da Riva del Garda, dove sono nata. Aiutare il prossimo mediante la mia empatia e il mio giovane bagaglio si è rivelato incredibile; raccontarlo e condividerlo mi emoziona.
A Lima ho trovato un progetto attento alle esigenze dei bambini e dei genitori con l’obiettivo di garantire loro un futuro e con la speranza di migliorare una situazione sociale sconosciuta persino dai cittadini della città, che ignora le condizioni della periferia. A differenza dei peruviani della Lima ricca, mi è bastato poco per abituarmi alla quotidianità del posto in cui sono stata ospite. Ho potuto assaporare la felicità dei sorrisi della gente, il valore di ciascuno, tanto da stringere in dieci giorni i primi veri legami.
Il progetto «Yachay Wasi» supporta, grazie anche ai fondi della onlus trentina, i figli di 200 famiglie e, indirettamente, 5.500 cittadini. L’organizzazione comprende: un centro sanitario, un laboratorio di cucito e una scuola. La mia giornata tipo era in due momenti: al mattino presso la scuola materna con i bambini di quattro anni e al pomeriggio con il “doposcuola” per i bambini e adolescenti che frequentano scuole differenti a Tablada de Lurìn, nel distretto di Villa Maria del Triunfo. Ho lavorato con ragazzi d’età compresa tra i 17 e i 22 anni.
La ricchezza che ho trovato è il coinvolgimento umano, lontano da qualsiasi discriminazione sociale: non si forniscono soltanto le tipiche nozioni delle materie scolastiche, ma si trasmettano soprattutto i principi che danno vita ai rapporti personali. Tra i vari comportamenti che i volontari e i docenti insegnano ai genitori, mi ha colpito l’importanza data all’eliminazione di ogni forma di violenza all’interno del nucleo familiare, purtroppo ben radicata nelle famiglie di Lima.
Anche i genitori sono resi partecipi delle giornate dei figli che restano informati degli appuntamenti attraverso un “diario per genitori” dove vengono indicate le comunicazioni principali sia per i piccoli sia per gli adulti, le attività da svolgere in casa, gli appuntamenti ai quali partecipare. Partecipare in prima persona agli incontri è stato stimolante ed arricchente. È stato certamente particolare assistere alla spiegazione di alcune volontarie, ventenni, riguardante i corretti passaggi della cura del proprio corpo, come lavarsi i denti e le mani. Ho percepito, in quei momenti, un sincero senso di comunità: nella giornata dedicata alla festa dei lavoratori, tutti i ragazzi si sono fermati per pranzo, gustando in compagnia la cucina dei volontari.
Mi sono sentita parte integrante di uno scopo sociale e di una grande famiglia, dalla quale ho ricevuto entusiasmo e conferma della mia energia interiore. Sono riuscita ad incanalare i principi in cui credo in ciò che ho sempre creduto essere importante: l’unione, la comprensione, l’aiuto. Mi sono sempre sentita a mio agio circondata da persone che, non avendo nulla, mi hanno donato parte del loro cuore. Sono profondamente grata di ogni piccola cosa condivisa con ognuno e sono convinta, oltre ogni ragionevole dubbio, di aver imparato più che insegnato loro. Queste sensazioni sono rimaste così forti e vive che la mia mente e il mio cuore sono ancora là; non vedo l’ora di potervi tornare
Relazione di Emma dopo il viaggio di volontariato in Perù nell’estate 2019



